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alletg.
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Gennaio 4, 2019 alle 10:01 am #1423
[size=5]Lame nella notte
[size=4]Come ombre tra le ombre, quattro piccole imbarcazioni scivolavano verso il porto nel silenzio più assoluto sfruttando l’alzarsi della marea. Se qualcuno, dagli spalti della città o dai moli, li avesse avvistati tutto sarebbe stato perduto. Gli uomini a bordo lo sapevano bene eppure avanzavano nell’oscurità senza il minimo timore. Briganti, tagliagole, lupi di mare della peggior specie, erano abituati a giocare d’azzardo con le proprie vite. Il capo di questa masnada, ritto a prua della prima scialuppa, se ne stava con le orecchie tese e gli occhi puntati sulla ripida scogliera e sulla torre di guardia che la sovrastava, unita da un camminamento coperto al corpo principale delle mura della città, che partivano dalla base della scogliera stessa descrivendo un ampio semicerchio il cui profilo si perdeva nella notte, invisibile dal mare. L’uomo si maledisse nuovamente per aver accettato quella missione suicida: avrebbero dovuto scalare la rupe, introdursi nella torre, eliminare silenziosamente le guardie per poi aprire una delle porte secondarie della città e permettere ai predoni di Suladan di penetrare indisturbati ed infliggere un colpo mortale al nemico. Il rischio che qualcosa andasse storto e che venissero scoperti era altissimo, ma se al mondo c’era qualcuno capace di un impresa del genere questi era proprio lui: Dalamyr, il corsaro nero di Umbar. Sorrise tetramente pensando alla battaglia imminente, godendosi gli ultimi momenti di quiete prima del massacro che si sarebbe presto consumato. Arrivati nel punto prescelto,ci volle solo una manciata di minuti per arrampicarsi fino alla base del torrione. La tensione tra gli uomini era palpabile, quello era il momento più delicato di tutta l’incursione. Dalamyr, con consumata abilità, stimò con precisione la distanza e lanciò verso l’alto il rampino che si conficcò in profondità nel legno del camminamento esterno. Per la prima volta nella sua vita pregò gli Déi del mare e iniziò ad arrampicarsi con grazia felina, seguito a ruota dalla sua ciurma. Sbirciò oltre la sommità degli spalti, e non vide nessuno. Si issò oltre il bordo, silenzioso come uno spettro, e si avviò verso l’unica porta che si affacciava verso l’esterno estraendo il pugnale, con tutti i sensi all’erta e i muscoli pronti a scattare. Si appiattì contro il muro accanto alla porta e restò in ascolto per qualche secondo, temeva una trappola. Dall’interno giungevano suoni attutiti di voci e risate. Il pirata si rilassò, i Gondoriani non si aspettavano un’incursione dal mare, ed evidentemente le guardie erano rilassate. Fece un segno ai suoi uomini, che si avvicinarono alla porta e ad un segnale convenuto la spalancarono e si precipitarono dentro. I soldati, intenti a bere e giocare a dadi, si accorsero a stendo di quello che accadde. In pochi secondi i corsari si avventarono sui malcapitati, che furono sgozzati da lame crudeli prima di poter emettere un suono. Dalamyr sogghignò soddisfatto, e disse rivolgendosi ai suoi: “La parte difficile è fatta, adesso troviamo il modo di aprire quelle dannate porte. Abbiamo un’intera città da saccheggiare!”.
Gennaio 9, 2019 alle 2:11 pm #27214Molto bello.
Non so se sei un suo lettore ma scrivi con uno stile molto alla Wilbur Smith. Ed è il mio scrittore preferito.
Qui mi richiama molto a il giorno della tigre.
Bravo! Complimenti!
Gennaio 9, 2019 alle 2:29 pm #27203Non ho mai letto sulla di Wilbur Smith, comunque ti ringrazio!
Febbraio 9, 2019 alle 2:16 pm #106972È sempre un piacere leggere i tuoi bg Samil :cheer:
Febbraio 22, 2019 alle 7:24 am #107217Troppo buono!
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