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Un sano approccio competitivo al gioco

Un sano approccio competitivo al gioco

Holà ragazzuoli! Oggi scrivo per provare a dare qualche dritta a chi si vuole avvicinare o semplicemente è attratto dal gioco competitivo.

Mi sembra doveroso specificare (spero non sia troppo necessario, ma a scanso di equivoci meglio qualche parola in più che in meno…) che giocare competitivamente non vuol dire essere “rissosi” ai tavoli, nè far passare partite odiose al proprio avversario di turno, ma semplicemente voler giocare cercando di tirar fuori tutte le capacità personali e della lista giocata al fine di fare il miglior piazzamento possibile.

Vi sta venendo da ridere all’idea che scriva io questo articolo? Più che ragionevole xD Non sono un primo posto fisso e neppure ho un gran curriculum sui premi internazionali. Vi direi quindi di prendere quanto segue come una mia interpretazione delle partite e del perché vincono spesso le stesse persone, e del perché ai tornei più ambiti ci sono spesso armate con nette preferenze d’utilizzo.

Primo spunto: se siete già rodati da qualche torneo o diverse partite tra amici avrete sicuramente sviluppato un certo “stile di gioco”. Per esempio, il mio è avere, quando possibile, uno o più maghi ed un mostro grosso e cattivo – ad esempio Gully+Wk (nella vecchia Angmar), Minas Morgul, o Deeps of moria. Non si tratta solo di piacere e divertimento nell’utilizzare una lista, anche se oggettivamente ho sempre adorato svolazzare per i campi con i mostroni, ma anche quanto ci vinci. Sempre parlando in prima persona sono un fan anche di Lothlorien in tutte le sue sfumature, ma a livello torneistico non ci ho mai fatto granchè. Se volete pensare a qualcuno che è decisamente più titolato di me pensate a Fil – mio collega bergamasco – le cui liste dove performa meglio di solito sono caratterizzate da un numero massimo/esagerato di archi e non è che se cambi lista faccia schifo al gioco, ma semplicemente è più facile far funzionare un’armata non top, ma nelle proprie corde. Sempre tenendo l’esempio di Fil, pensate agli Hunter orcs a questo final con cui ha vinto il torneo della prima giornata rispetto ad un’armata fortissima, ma magari non conforme al suo stile di gioco.

Se siete dei neofiti interessati a questo mondo il mio consiglio è… partite da ciò che esteticamente o di lore vi piace di più (perché al cuore non si comanda :D), ma spaziate ed osate anche proxando tra amici diverse armate e trovate il vostro stile. Io per esempio non avevo mai preso in considerazione Angmar e il Wk finché non mi hanno proposto di provarlo e da lì è stato amore a prima vista (i mostri invece no… quelli li ho sempre adorati!!!).

Secondo spunto: non so se vale la pena dargli un capitolo a sè stante e probabilmente non sono la persona migliore per parlarne (dato che di solito non ne utilizzo mai troppe), ma le armi da tiro e le macchine d’assedio hanno un ruolo fondamentale in questo gioco. Non discuterò tanto di listaggio tanto sul capire quando vi conviene stare indietro a tirare e quanto invece quegli archi sono dadi in più da lanciare in CaC fregandovene dell’arco o balestra che hanno tra le mani. Potrà sembrarvi uno spreco di punti, ma ci sono scenari che NON si vincono se non si contesta il centro, determinati obbiettivi o non ci si muove e una scena classica da prime partite giocate è… Ho 10+ archi, li tengo indietro a tirare mentre avanzo con la linea da picchio mi scontro con l’armata avversaria (ma con 10 modelli in meno rimasti indietro a tirare), perdo lo scontro e mando gli archi in supporto, ma al momento di arrivare ho già subito troppe perdite e vengono spazzati via anche loro. Come tutti questi spunti/dritte ci sono grandi ed enormi eccezioni… Banalmente sei un’armata del male e impedisci CaC eroici dell’avversario tirandogli anche i sandali? Ottimo… Giochi una lista di scout che tra movimento 8” e tamburo raggiungono la linea in un battito di ciglia? Perfetto.., combatti con la linea di traverso rispetto ai combattimenti e quindi i tuoi archi hanno un’ottima visuale di tutti i supporti, banner, maghi nemici? Stupendo…,  etc…

Terzo spunto: Mi permetterò di riprende uno dei mantra di RadioGaffiere, ma se giocate per portare a casa PT (Tournament Point) e con gli scenari matched play leggete e interiorizzate non bene, ma benissimo come si fanno i PV (Victory Point) in ogni singolo scenario… È fondamentale! Ogni scenario ha la sua chiave di vittoria che si declina poi sull’armata che state giocando e quella che state affrontando, ma il vostro gioco dovrà ruotare intorno a quello. Molti dicono che il gioco si riduce ad un mischione a centro campo e chi prevale lì poi vince la partita, ma molti scenari e molte liste giocano su punti molto differenti. Scovateli! Non sempre è facile, soprattutto se vi manca un pò di esperienza torneistica, ma se ci provate un pò alla volta vi verrà più facile. Inoltre tenete conto che con la nuova edizione vi sono listaggi più restrittivi e più scenari giocabili, di conseguenza le situazioni a torneo di partite non giocabili si sono ridotte drasticamente. Praticamente tutte le liste hanno uno o più counter di scenario o di lista avversaria, e  praticamente ogni lista, salvo poche eccezioni, ha armi concrete su cui girare. In un torneo di 3/4 partite e ancora di più su uno da 6, è mooolto difficile (secondo me anche molto più di prima) portare a casa tutte vittorie maggiori.

Altro punto base per giocare provando a vincere è: considerate bene il campo su cui giocate. La scelta del lato dello schieramento spesso, non sempre ovviamente, è fondamentale. Così come lo sono l’individuare colli di bottiglia creati dagli scenici o da difendere se avete un’armata elitaria/resistente, o da evitare/aggirare se giocate orde. Capire se e quando conviene marciare per attestarsi o negare una posizione simile all’altro, risulta molto utile ai fini della vittoria finale. 

Ultimo punto, ma probabilmente non per importanza (dovrebbe essere in cima alla lista) LEGGETE, e nel limite del possibile IMPARATE le regole generali del gioco e della lista che volete giocare! Non c’è nulla di più frustrante per voi di aver interpretato una regola a “modo vostro” ed essere smontati a torneo dall’avversario, e nulla fa cadere le palle quanto avere di fronte un avversario che si impunta di aver ragione quando voi sapete le regole meglio di lui. La soluzione a tutti questo è semplicemente leggere tutti i regolamenti e le faqs (internazionali e italiane) e se giocate un’armata con cui non avete confidenza giocate con army tracker aperto (sì ha una sezione con tutte le regole e i profili dell’armata) o se siete all’antica come me scrivetevi su un foglio tutti i vostri profili e le regole speciali.

Ma soprattutto in caso di discordia NON alzate i toni e NON approfittatevi dell’altro. Esiste un arbitro per queste situazioni e anche se pensate che il suo giudizio sia sbagliato al momento ingoiate il rospo e seguite le sue direttive, in quanto a torneo la parola dell’arbitro è legge! Se poi post torneo sarete ancora convinti di aver ragione, voi fatelo presente (meglio se di persona) e in caso di ulteriori diatribe chiedete allo staff mod della community. Ricordate in ogni caso che l’arbitro è umano come tutti noi (e spesso invece di godersi il torneo è li a far divertire gli altri), non è infallibile – quindi evitiamo inutili crocifissioni per ruling errati che sono sempre accaduti, e accadranno ancora in futuro. 

Ho buttato giù di getto le prime idee ed impressioni che mi venivano pensando all’argomento… Probabilmente ci sono lacune o mancanze, se vi va fateci sapere se vi è stato utile se ritenete manchino punti fondamentali o se pensate abbia scritto delle castronerie… L’idea alla base di questo e altri articoletti che spero seguiranno è riprendere le chiacchierate intorno al gioco competitivo dato che al momento tanti giocatori forti italiani tra lavoro, famiglia e impegni personali sono un pò meno attivi e presenti agli eventi ed è l’occasione migliore per il farsi avanti di nuove leve che abbiano voglia di provare questa forma di gioco e di divertirsi provando a strappare tutti i punti acciuffabili volta per volta!

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Foga

1 commento su “Un sano approccio competitivo al gioco”

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